Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Non vendo illusioni con i miei versi,
non copro il buio con la seta.
Io canto alle ferite cieche,
a quelle spaccature senza nome
che porto incastrate sotto la pelle.
Impugno un filo d’oro e di ferro,
lo pianto dentro la piaga aperta,
lì dove la carne ancora trema e suda.
Tiro il bordo strappato di ieri
contro il bordo vivo di oggi,
stringo i nodi con i denti
finché il sapore del sangue
non sa di vittoria.
Non nascondo la spaccatura:
la do in pasto al fuoco.
Perché questo corpo spezzato
non è una vergogna,
è una fortezza che ha retto l’urto,
il punto esatto in cui la frattura
diventa una lama di luce.
Un punto per la rabbia mandata giù,
un punto per il grido
che mi ha spaccato le costole,
un nodo d’oro per ogni volta
che mi sono riaperta il petto
per tornare a respirare.
E a chi mi passa davanti intatto,
con la pelle liscia
e la mente asciutta,
orgoglioso di non aver mai sanguinato,
lascio in terra la mia pietà:
chi non si è mai aperto
fino alle viscere
è un guscio intatto,
un’ombra che passa nel mondo
senza aver mai preso fuoco.
© 2026 Alma Gjini. Tutti i diritti riservati.